Fattori di crescita

Cosa sono i fattori di crescita?
La premessa necessaria per comprendere la grandezza farmacologica dei fattori di crescita, o growth factors degli autori inglesi (G.F), è doverosa. Facciamo una piccola digressione biologica:
Qualsiasi cellula del corpo ha bisogno di un sistema di regolazione che consenta la sua permanenza in vita e che ne determini la duplicazione, ma anche la sua morte programmata.
Dagli studi di biotecnologia compiuti in vari centri di ricerca mondiali, sono stati isolati i siti genetici che presiedono alle funzioni endocellulari, così ad esempio oggi si conosce, quale sequenza di base costituisce un gene e su quale cromosoma cellulare è situato; Per una buona parte di essi si conosce anche la funzione che presiede per esempio la produzione di un enzima specifico per il metabolismo di quella specifica proteina.

Un esempio può essere schematizzato con il disegno che segue e che semplifica i passaggi all’interno di una cellula del follicolo pilifero, che in fase attiva per tutta la vita segue tali regole:

 

 

Quindi si riesce a comprender la grande significatività dei geni e della loro espressività. Le ricerche in questo campo della biologia sono andate molto avanti e si può intravedere, in un futuro non molto lontano, la reale possibilità delle terapie cosiddette geniche, ed in particolare per tutte quelle patologie genetiche come le distrofie muscolari per dirne una, ma via via per molte malattie si sta studiando la “correzione” del danno o difetto genico che si esprime in quella piuttosto che in quell’altra malattia.
Non è fantamedicina. Già lo si fa da alcuni mesi in Italia e da alcuni anni nel resto del Mondo.

Certo è poco immaginabile oggi, che se un giovane uomo o donna di 25 anni soffre di ipertensione arteriosa ed ipercolesterolemia resistenti alle diete e alle terapie farmacologiche perché diagnosticate come eredo-familiari, possa in un futuro essere trattato con una terapia genica che possa modulare la espressione dei geni “difettosi”, apportando un “effetto a cascata” a tutte le cellule del corpo che tenderà a mitigare l’espressione dei geni patologici, i quali non potendosi più esprimere nella loro azione difettosa “mollerranno” la malattia, per così dire, consentendo approcci più naturali dal punto di vista terapeutico.

Tutto quello che solo venti anni fa sembravano ipotesi azzardate, nella sostanza biologica in evoluzione, grazie allo sviluppo della nanotecnologie in biotecnologia si è venuto dipanando attraverso le piccole scoperte cliniche e di laboratorio.


Riprendiamo allargando i nostri orizzonti e proviamo ancora con un esempio. Sono molti anni che in clinica delle ulcere cutanee degli arti interiori, si sono sperimentate terapie topiche (locali) con applicazione di medicazioni a base di vasculotropici o perlomeno ritenuti attivatori cellulari, per consentire la fase di cicatrizzazione con riepitelizzazione della regione ulcerata.
Con la scoperta del VEGF ossia di una proteina vascolare secreta dalle cellule endoteliali (cellule normali che rivestono l’interno delle vene) si è potuto mettere in correlazione la presenza di tale sostanza con le “guarigioni”, ed oggi conosciamo il mezzo attraverso cui il VEGF determina l’attivazione dei processi cellulari di riparazione.

In vari periodi sono stati scoperti messaggeri proteici che sintetizzati dalle cellule su espressione genica a loro volta sono i regolatori di altri geni che esprimono altre proteine che possono assolvere a varie funzioni.


Per completare assai sinteticamente questo argomento, aggiungo che ad oggi possiamo usufruire di una classe di prodotti biotecnologici che sono in grado di “MIMARE LE PROTEINE REGOLATORIE”, e che nel gergo clinico vengono chiamate “polipeptidi mimetici”, e fra essi ricordiamo, a parte il già menzionato VGF, Ig-f 1,egf, e tutta una serie di Polipeptidi che vengono etichettati con una numerazione da 1 a 20 e di cui molti già esistono i “nomi Inci “che rappresentano i requisiti essenziali per il loro utilizzo nel mondo soprattutto dei cosmetici.

Da qualche tempo anche in Italia si riempiono pagine di riviste e si organizzano talk-show sui FATTORI DI CRESCITA ed in particolare i cosiddetti PRP.


Di cosa si sta parlando e per cosa possono essere indicati in Medicina Estetica? Come è noto da anni in Invecchiamento cutaneo, sia esso cronologico sia fotoindotto, possiamo stimolare le cellule del derma attraverso vari presidi farmacologici che in linguaggio medico chiamiamo Biorivitalizzazioni o Biostimolazione con acido ialuronico a basso peso molecolare, con complessi polipeptidici (vedi prima) associati a vitamine del gruppo B, vit C, biotina, piridossina ed altre.

La finalità è stata ben esposta, ma qui dobbiamo fare una distinzione fra ciò che in biologia cellulare è una cosa certa e ciò che invece ha molte buone chances di esser benefico. Pertanto sui cosiddetti PRP, che come sigla è diventata nota, si deve dire ciò che si conosce sullo stato dell’arte.
La popolarità sull’utilizzo dei PRP in campo estetico deriva dalle notevoli potenzialità che derivano dall’attivazione delle piastrine del sangue prelevato dallo stesso paziente.
Il prelievo di sangue è pari a circa 18-20 cc, viene centrifugato a circa tremila giri e poi attivato con una dose di cloruro di calcio, che attivando le piastrine liberano molte proteine che esplicano l’azione dei FATTORI DI CRESCITA (di cui abbiamo parlato), e se tale risultante del sangue viene iniettato nel derma della stessa paziente affetta da invecchiamento cutaneo del viso, si può ottenere una forte stimolazione cellulare che comporta una rinascita di collagene ed elastina, quindi Proteine di struttura con effetto “rejuvanation” visibile dopo due/tre sedute cadenzate a 15 giorni l’una dall’altra.
fin qui il trattamento sembra assumere un valido significato clinico.


A supportare tale metodica esistono numerosi studi policentrici in Italia e nel Mondo. Purtroppo la legislazione sanitaria Italiana ha osteggiato tale pratica terapeutica nel campo della Medicina Estetica, perché anche nelle autorizzazioni off-label di un farmaco o di una metodica ci devono essere prove concrete e soprattutto affidabilità e ripetibilità della metodica.

In Italia in particolare una legge sancisce che non si possano manipolare parti di corpo umano se non in centri autorizzati, e poiché il sangue è argomento che rientra nel merito di tale legge è vietato l’uso di tale metodo di stimolazione cellulare. Senza dubbio che la verità non è mai solo da una parte è argomento noto. Se tutte le eccezioni sono giuste altrettanto giuste sono le aspettative dei medici che sanno praticare la metodica perché efficace e sicura anche perché esistono dispositivi medici in commercio già autorizzati dalla Comunità Europea, che facilitano le operazioni di prelievo ed attivazione, pertanto si attendono risposte anche da parte del Ministero della Salute Italiano.

Probabilmente una esatta standardizzazione della tecnica di prelievo e di inoculazione che assicuri le richieste dell’AGENZIA DEL FARMACO e del MINISTERO DELLA SANITA’, porterà all’ ”utilizzo legale” del PRP in campo estetico, ma tutt’oggi è possibile utilizzare i FATTORI DI CRECITA INIETTABILI solo per trattamenti medici riparativi.


Altro discorso è il loro uso in campo cosmetologico, dove vengono sempre più usati con eccellenti risultati sulle pelli invecchiate, perché grazie alle nanotecnologie si è giunti alla realizzazione di veicoli transdermici che permettono la “penetrazione dei FATTORI DI CRESCITA O PRP” i quali cosi svolgono la loro azione di stimolo genico cellulare nonché di modulazione.

Dr. Ettore Damiani

Il Dr. Ettore Damiani medico chirurgo da circa un trentennio svolge la sua attività professionale in campo medico-chirurgico, avendo maturato la sua esperienza formativa nei vari indirizzi della chirurgia generale d'urgenza presso la Clinica Chirurgica III di Palermo, affinando la materia medica con gli studi di medicina cosiddetta non convenzionale presso la Scuola Tedesca di Medicina Omeopatica ed Omotossicologica di Recheweg. Ha svolto per oltre vent'anni la sua attività di chirurgo generale e di urgenza presso alcune strutture ospedaliere della città di Palermo e della ... Leggi di più