Cos'è l'omotossicologia?

E' una branca medica che sviluppa le sue origini nei primi decenni del Novecento, attraverso l'intuizione scientifica del Dr. H.H.Reckeweg, medico omeopata e biochimico e pertanto fortemente proiettato alle nuove acquisizioni scientifiche della fisica e della chimica del secolo scorso.

La sua fondamentale intuizione consiste nel ritenere che l'omeopatia non possa prescindere dalle acquisizioni scientifiche in campo biochimico, ma semmai dovendosi confrontare con essa possa trarre i “vantaggi” della ricerca seria e finalizzata al benessere dell'uomo.

D'altra parte la sua natura speculativa da biochimico tedesco lo porta, per esperienze personali, a confrontarsi con i “i principi fondamentali delle discipline Hannemaniane” dei Medici classici tedeschi; é da questo confronto che nasce la sua “curiosità” che lo porterà a discernere nei fondamenti della scienza medica classica omeopatica i pilastri biochimici su cui si sviluppa la Medicina Omeopatica Anti-omotossica o piu' semplicemente Omotossicologia (OMOTOX).

Nell'intuizione di H.H.Reckeweg spicca in modo evidente l'introduzione del concetto di “tossina”, che può essere definita una noxa (cioè sostanza o agente lesivo) che può attaccare l'essere vivente dall'esterno, ad es: batteri, virus, polveri ecc; oppure possono essere prodotti dall'organismo stesso (endotossine) in seguito a delle trasformazioni biochimiche che all'interno dei sistemi organici avvengono allo scopo di neutralizzare la noxa patogena, e non solo!

La risposta farmacologica alla malattia sia nel caso dell'omeopatia classica che dell'omotossicologia si sviluppa attraverso una raccolta di dati anamnestici (storia clinica) particolareggiata e molto personalizzata, poichè il “Biotipo” e' fondamentale per la risposta organica all'introduzione delle tossine e lo è altrettanto al “farmaco Omotossicologico“ che andremo a prescrivere.

Pertanto attraverso una accurata raccolta anamnestica si sviluppa un percorso di strategie, siano esse diagnostiche siano terapeutiche, ma che non prescindono dai connotati salienti del biotipo, dello stadio della malattia e delle possibili retrocessioni dello stato acuto o cronico a livelli inferiori di penetrazione di malattia che il padre dell'omotossicologia racchiuse in una visione “sinottica” (cioè d'insieme) che prende il nome di “tavola dell'omotossicologia”.

Questa ulteriore intuizione del dr Reckeweg ha potuto dare ragione del perché in omotossicologia si parla di “drenaggio tossinico” soprattutto spiega bene quali siano le vie da percorrerre per “facilitare lo scarico delle tossine” e come si può interpretare e modulare una terapia per patologia cronica che tenderà ad affliggere, per sempre, il soggetto che ne è affetto.

Bisogna subito sfatare un pregiudizio sull'omeopatia o sull'omotossicologia in particolare, e cioè che i “farmaci“ siano rimedi la cui azione è evanescente perché si lavora con “alte diluizioni” e con sostanze simili che “presumono” di possedere qualità terapeutiche.

Rassicuriamo subito tutti i dubbiosi che spesso sono solo stati male indirizzati da medici o Farmacisti “pigri”, per cosiddire o che non credono, come se la medicina fosse una “mera questione di fede religiosa”.

Spesso nei dibattiti televisivi, o su riviste cosiddette scientifiche si fa notare come l'omeopatia non riesce a salvare dalle malattie nè può aiutare a bilanciare le energie biologiche, come farebbe il “Farmaco” perchè nel rimedio omeopatico non c'è nulla! Quindi sarebbe una presa in giro o nella migliore delle ipotesi si tratterebbe di “effetto placebo”, che nella sostanza sarebbe poi la stessa cosa.

Ma non è così. Intanto perché ,come vedremo sono veri e propri farmaci, poi perchè i cosiddetti “Farmaci salvavita” sono davvero pochi e nessuno mai sognerebbe di dire o affermare il contrario, però la gran parte dei farmaci che vengono impiegati in medicina tradizionale sono veri e propri capolavori di “chimica farmaceutica”; peccato che il più delle volte gli effetti collaterali non aiutano a risolve la malattia se non raramente, ma che in compenso lasciano i segni dei danni acquisiti da farmaci.

Che siano poi di aiuto in certe patologie è peraltro molto discutibile, come in opposto è molto discutibile che un medico omotox possegga la verità sulla “cura”.

Insomma non esiste una contrapposizione clinica e farmacologica fra chi cura con farmaci tradizionali e chi cura con farmaci biologici, poiché la malattia esiste ed esiste anche il “malato” che va solo curato.

Per passare ad esempi concreti su studi scientifici seriamente condotti da Centri di Ricerca Autorizzati c'è uno assai recente sulle allergie che è stato condotto in vivo presso l'Universita' degli Studi di Milano utilizzando dei farmaci omotossicologici ed in particolare l'IL12 (interleuchina 12) l'IFN gamma (interferone gamma) diluiti e dinamizzati alla diluizione 4 CH.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati su una rivista internazionale “Pulmonary Pharmacology& Therapeutics“ e sono davvero sorprendenti perché per la prima volta un gruppo di studio su vasta scala in vivo ha dimostrato come l'uso dei farmaci diluiti e dinamizzati possa ristabilire l'equilibrio fra i linfociti th1 e th2, dipendono da essi le crisi di allergia, quando per varie cause lo stipite th2 prende il sopravvento sul gruppo linfocitario th1.

Cerchiamo di chiarire, per chi ne avesse la voglia, qualche punto di carattere biochimico sui farmaci omeopatici-omotossicologici. Ma prima di parlare dei farmaci vorrei fare una obbligata digressione sul concetto basilare dell'omotossicologia e cioè il “Concetto di Tossina”.

L'uomo da qualunque aspetto biologico e fisiologico si osservi, è sistema di flussi dinamici che si possono analizzare con i calcoli matematici algebrici, e che si possono spiegare applicando le leggi che governano la fisica, per tale ragione sono situazioni che si possono spiegare solo con analisi complesse e dotte espressioni; anche perchè di semplice c'è veramente molto poco, ma d'altra parte la gente esige concetti chiari e vorrebbe avere la spiegazione più comprensibile, e cosi è giusto che sia ,per cui ci proviamo in questa sede.

Tossina o più esattamente omotossina sta ad indicare una sostanza, di natura assai diversa che può introdursi dall'esterno o che si può produrre all'interno del corpo umano,c ome esito di lavoro metabolico normale all'interno della cellula. Per comprendere più agevolmente il concetto di malattia secondo la visione dell'omotossicologia si deve fare lo sforzo di comprendere che l'organismo umano, attraverso il cosiddetto sistema reticolo-endoteliale(SRE) agisce contro ogni attacco interno ed esterno mettendo in moto un sistema di difesa cellulare ed umorale (anticorpi) che ha una collocazione estesa a tutte le strutture organiche, che dialogano anche a distanza; tali meccanismi hanno permesso all'uomo di arrivare ai giorni nostri, partendo dalle sue origini.

E' chiaro il sistema “Uomo” si è evoluto in questi milioni di anni di permanenza sulla terra, però fondamentalmente il suo sistema di difesa è rimasto lo stesso e cioè il S.R.E.

Nella medicina biologica si vede il sistema di difesa in modo piu' articolato che nella medicina accademica, e cioè si introduce il “concetto“ della GRANDE DIFESA. Ma allora che sarà mai questo apparato e soprattutto dove è collocato? Proviamo con un esempio.

Se di solito un insetto mi punge, so immediatamente dove mi ha punto e la mia mano si porta nella zona esatta per grattare la cute che sarà invasa dalla tossina che scatena il prurito. Se ora analizziamo quello che è potuto succedere ci si rende conto che il mio sistema cellulare della cute, in seguito alla puntura di insetto ha modificato un impulso che a sua volta ha innescato una cascata di eventi cellulari e non, che attraverso il coinvolgimento di diverse vie, compreso le fibre nervose periferiche e centrali ha reagito all'inoculo della tossina.

Banalmente spiegato questo fenomeno si rende comprensibile, ma se lo analizziamo nel suo divenire si deve dipanare una matassa di cellule e tessuti intercellulari, con le loro sostanze fondamentali(Matrice) e sistemi specilizzati come gli emuntori.

EMUNTORI: RENI, FEGATO, INTESTINO, PELLE, solo per fare alcuni esempi, che riescono ad eliminare ogni attacco evitando all'organismo in toto di ammalarsi gravemente.

Nella visione della medicina biologica si dà molta importanza ai sistemi emuntoriali, così da procedere attraverso la loro “attivazione” in modo costante e coerente al fine di eliminare quanto più tossine nell'arco delle 24 h, per potere fare funzionare i vari “sistemi tampone” che l'organismo possiede all'interno del citosol citoplasmatico.

Attraverso questa impostazione, assai diversa dalla medicina convenzionale, la medicina biologica o non convenzionale si prefigge di mantenere l'organismo “più drenato” possibile così da curare lo stato di patologia non solo per l'acuzie del momento ma, e soprattutto con una prospettiva del “futuro” che veda mantenere i sistemi della GRANDE DIFESA indenni da blocchi funzionali che a loro volta saranno causa delle malattie croniche e degenerative.

Con questa breve sintesi ho cercato di far passare un concetto che vorrei fosse assimilato dalla gente che mi legge, non perché voglio “avere ragione” o peggio per seguire “MODE” culturali, più o meno vere, ma per condividere con chi vuole farlo un percorso di conoscenza del “benessere“ o psico-fisico che si può ottenere con farmaci non “aggressivi”, senza gli effetti collaterali devastanti di molti di essi, con finalità di salute più durature, e pensando ad un processo inevitabile di invecchiamento ma non di indebolimento delle difese, evitando il danneggiamento progressivo e soprattutto precoce dei sottosistemi organici, e di quegli organi importanti come CUORE, FEGATO, RENE, SISTEMA NERVOSO.

Bisogna rendersi conto del perché sempre più la medicina pensa in globale ed ha perso il punto di vista primario e cioè LA PERSONA.

Le risposte sono tante ma non è certo importante conoscerle tutte, invece è importante sapere che curarsi in modo diverso, forse come si faceva 60 anni fa, è possibile. Ed aggiungo, non solo è possibile ma con le conoscenze biochimiche e biomolecolari, sulle MAPPE GENICHE, sarà sempre più facile e alla portata di tutti curare le nostre genetiche predisposizioni ad “ammalare” in una direzione anzichè in un'altra, e per essere più chiari posso saper già OGGI, con una diagnostica non invasiva, se DOMANI, mi posso ammalare di infarto cardiaco o di demenza senile, ad esempio.

E se questo può sembrare strampalato od azzardato posso dire che attraverso “la lipidomica”, che studia l'evoluzione del grassi, si può correggerre il nostro colesterolo solo con la “nutrizione” giusta senza le “famigerate” STATINE, farmaci devastanti di cui fra meno di dieci anni si sentirà parlare come il veleno del terzo millennio, solo per fare un esempio devastante degli ultimi anni!

Questi sono alcuni esempi, ma posso garantire che se vi appassionate nella ricerca seria anche sulla rete virtuale troverete segni e percorsi alternativi alle malattie del mondo industrializzato, o per meglio dire “occidentalizzato”, anche se nemmeno questo termine mi sembra appropriato, poichè non ho personalmente nulla, anzi, contro il mondo industrializzato, però la produzione di farmaci e veleni a livelli di grande business non ha aiutato l'umanità solo a crescere in termini di anni di vita, bensì ha creato i presupposti per fare ammalare l'umanità di patologie iatrogene (causate da farmaci) che hanno portato le società moderne ad avere sempre più ”malati cronici” ed in età giovanile, o comunque in fase di vita produttiva. In questo solco si colloca la medicina biologica o non convenzionale con tutte le forme di cure diverse, dall'agopuntura alla medicina di tipo ayurvedico, all'omotossicologia di Reckeweg, perché meglio coniuga la fase di salute preesistente al mantenimento della stessa senza passaggi forzati, dei danni iatrogeni che portano alla sicura perpetuazione del MALATO-GIOVANE-VECCHIO precoce, che però dovrà lavorare e produrre fino ai settantanni, se vorrà godere della pensione.

Introduciamo così il concetto di Medicina Anti-age,c he si accoppia bene e perfettamente alle regole di vita della Medicina biologica e della Medicina Estetica.

Negli anni settanta ad opera di alcuni Medici Illuminati si comincio' a parlare di Medicina Geriatrica preventiva, valida nell'interpretare la vita non come una fatale ed ineluttabile tragedia di invecchiamento, gettando le “basi”di quella che sarebbe stata la Medicina Estetica, e cioè la Medicina per la Vita, intesa come prevenzione e semmai cura precoce di disagi estetici ma non solo, e di patologie che influenzano l'invecchiamento precoce, dei vari sistemi biologici.

Per trent'anni da sola e con il lavoro di uomini dotati di voglia del “fare” serio e sensato, si è accresciuta nel numero dei consensi tanto da divenire una Unione Internazionale (UIME) che raggruppa più di 50 società scientifiche in Italia, in Europa e nel Mondo intero.

Da dieci anni il mondo accademico si è accorto che il lavoro profuso da Medici indipendenti e dotati di grande intuito aveva creato il primo passo per quella che oggi a pieno titolo viene chiamata Medicina Anti-Age. E' solo ora che la medicina convenzionale o cosiddetta Ufficiale inizia a muovere i primi timidi passi verso il mondo della Medicina Estetica e delle Medicine non Convenzionali in genere, meglio tardi che mai!!!

Buona vita a tutti voi,

Ettore Damiani

Dr. Ettore Damiani

Il Dr. Ettore Damiani medico chirurgo da circa un trentennio svolge la sua attività professionale in campo medico-chirurgico, avendo maturato la sua esperienza formativa nei vari indirizzi della chirurgia generale d'urgenza presso la Clinica Chirurgica III di Palermo, affinando la materia medica con gli studi di medicina cosiddetta non convenzionale presso la Scuola Tedesca di Medicina Omeopatica ed Omotossicologica di Recheweg. Ha svolto per oltre vent'anni la sua attività di chirurgo generale e di urgenza presso alcune strutture ospedaliere della città di Palermo e della ... Leggi di più