Laser (CO2, Fraxel, ND YAG)

Laser

Il 16 Maggio 1960, nei laboratori della Hughes in California, Theodore H. Maiman realizzò il primo laser della Storia, il laser a rubino. La teoria dei laser risaliva a qualche anno prima, quando si prese in considerazione di progettare delle apparecchiature  laser nel campo infrarosso o in campo ottico. Paradossalmente, il primo impulso a realizzare laser venne per l'industria bellica, per ottenere il famigerato Raggio della Morte che tutti sognavano ai tempi della Guerra Fredda, mentre adesso il maggior utilizzo dei laser è nel campo medico. Maiman sviluppò il primo laser funzionante, e  da allora la ricerca su tale tecnologia non si mai fermata, sebbene sia andata avanti tra mille difficoltà tecniche, e molto più lentamente rispetto allo sviluppo gigantesco che ha avuto, ad esempio, la tecnologia informatica.

I primi laser, sebbene funzionali, non avevano vere applicazioni. Si sognava di applicarli all'ottica, alle comunicazioni, alla guerra stessa, e anche alla medicina, ma senza veri risultati, in quanti i laser necessitavano di apparecchiature grandi e poco maneggevoli, e anche una volta risolto questo problema, non si riusciva a generare una lunghezza d'onda specifica e a mantenerla stabile.

I primi laser in medicina furono usati nel campo oculistico, per i trattamenti alla retina. Campbell, nel 1966, li usò per trattamenti del fondo retinico, con scarsi risultati, peraltro, in quanto non si riuaciva appunto a sviluppare una lunghezza d'onda stabile, e ciò causava delle vere micro-esplosioni della retina, con risultati non proprio soddisfacenti. Nel 1969 venne inventato il laser ad argo, che permetteva di sviluppare lunghezze d'onda nel blu e nel verde, assorbibili dall'emoglobina, molto presente nel tessuto vascolarizzato della retina, e finalmente si poterono usare i laser per trattamenti retinici. Da allora sono stati sviluppati laser in oftalmologia capaci di trattare glaucomi, cataratte secondarie, retinopatie diabetiche e anche difetti visivi. 

 Anche in dermatologia i primi risultati non furono incoraggianti, in quanto i laser, usati per trattamenti di angiomi cutanei piani, non erano perfetti. Si usavano i primi laser a rubino, che non erano totalmente controllabili. Sempre con i laser a rubino o a neodimio si provarono a trattare i tatuaggi, con il risultato di lasciare cicatrici sulla cute. Solo negli anni recenti si sono sviluppati laser capaci di essere utilizzati in campo dermatologico con successo. Da allora la ricerca e la loro evoluzione non si è mai fermata ed evolve tutt'ora, e i campi della dermatologia e i trattamenti in cui i laser sono utilizzati sono tantissimi.

 Laser in Dermatologia

A molti anni dalla scoperta i laser chirurgici sono quelli più utilizzati. Il fenomeno sfruttato nell'applicazione dei laser nella chirurgia è la conversione di energia elettromagnetica in calore. Si può quindi causare lesioni nei tessuti in maniera calibrata, e a seconda della temperatura raggiunta in un certo volume, l'energia termica può coagulare, vaporizzare o ablare. I laser dermatologici sono stati studiati e sviluppati considerando che il 77 [[[%]]] dei tessuti sono composti da acqua, intracellulare o extracellulare, che rappresenta quindi il target del laser stesso, il quale la fa passare dallo stato liquido al gassoso tramite ebolizzione, facendo esplodere le cellule.

Esistono determinati tipi di laser a seconda delle necessità richieste e dei tipi di interventi:

I laser ad anidride carbonica,  i più versatili, emettono una radiazione a 10600 nm di lunghezza d'onda. Come dice il nome il mezzo attivo usato è l'anidride carbonica, ma mischiata a elio e azoto. Sono utilizzabili per trattamenti di resurfacing o rejuventation e per vaporizzazione di numerose lesioni dermatologiche.

I laser a erbio o Er:Yag, che emettono a 2940 nm, e usano come mezzo attivo un cristallo Yttrium-Alluminium-Garnet (Yag) drogato con ioni di erbio. Permette di raggiungere una profondità molto bassa, quindi abla strati di tessuto molto sottili, dell'ordine dei micron, perciò è tra i più precisi. Si usa per il trattamento di lesioni dermatologiche, per trattamenti di refreshing e per la correzione di lesioni cicatriziali del volto, proprio grazie alla sua precisione.

I laser vascolari, che a loro volta sono un'ampia gamma di tipologie laser, sviluppatesi negli ultimi anni e che permettono trattamenti dalle teleangectasie semplici alle associate, radiodermatiti, fotodermatiti, emangiomi e altre ancora.

Tra i laser vascolari abbiamo:

I laser Nd:Yag, di cui parliamo ampliamente nella pagina dedica alla Laserterapia Sclerosante per Via Transcutanea, usati per le teleangectasie degli arti inferiori.

I laser Nd:Yag Q-switched a doppia frequenza, che usano  un cristallo di potassio-titanil-fosfato che determina una lunghezza d'onda dimezzata rispetto ai loro simili, e sono usati per le teleangectasie del volto.

I laser a colorante pompato a lampada flash o Fpdl, che usano una soluzione liquida contenente rodomina, un pigmento, e sono usati per trattare spider nervi, granulomi piogenici, rosacea (nella sua componente teleangectasica), pecilodermia di Civatte e le ectasie vascolari cutanee.

I laser ad argon, che come dice il nome usano tale gas nobile, ed emettono tra 500 e 1000 nanometri, con potenze raggiungibili ad alcune decine di Watt. Sono usati per casi selezionati di angiomi rubino, angiocheratomi e sarcoma di Kaposi.

I laser a vapori di rame, che operano tra 510,6 e 578, 2 nm e sono usati per teleangectasie fini del volto.

I laser a kripton, altro gas nobile, operano a varie lunghezze d'onda e sono usati per i Pws.

I laser ad alessandrite, che operano tra 700 e 820 nm e sono anch'essi usati per le teleangectasie del volto.

Skin Resurfacing (Foto Ringiovanimento) - Skin resurfacing non ablativo

Il fotodanneggiamento della pelle comporta assieme all’allungamento della vita di relazione, una ricerca continua che sia dal punto di vista biochimico - farmacologico che dal punto di vista tecnologico, sta progredendo sempre più con la conquista di dispositivi che assicurano risultati obiettivabili e con soddisfacente complicanze dei pazienti che si sottopongono a tali trattamenti.


Nel grande caos dei dispositivi laser si devono sottolineare alcuni di essi solo per creare un consenso da parte dei lettori e probabili pazienti. Un rapido elenco che fornisca l’essenziale sui laser può essere il seguente:
- 1064 nd yag ad impulso lungo
- 1064-KTP o noto come 532
- q-swicted
- diodo a 1450
- erbium:glass 1540
- infrarosso 1340


Questi sono senza alcun dubbio le fonti laser che nelle ricerche biofisiche ed in bio-ingegneria hanno portato alla divulgazione delle terapie LASER alla fine degli anni 90 dello scorso secolo.


Nell’immaginario collettivo si è imposto ormai il senso comune del bellessere e per ottenerlo si è sempre più voluto offrire metodiche cosiddette soft ed in questo concetto si è letteralmente esploso su stesso il mondo delle tecnologie che hanno invaso i media di nuovi Marchi internazionali che ha superato la richiesta stessa da parte dell’utenza.


In questo mondo che va veloce, l’invecchiamento della cute reclama più che mai il ricorso alle correzioni e, perché no, agli “abbellimenti” dei tratti somatici o di ciò che sarebbe più corretto definire “Inestetismi”.
 

Le attuali metodologie sono state accettate dall’organo supremo mondiale e cioè l’OMS ovverossia “Organizzazione Mondiale della Sanità”, che attraverso l’altro organo mondiale di controllo dei farmaci e dei dispositivi medici,  cioè l’FDA sono state convalidate da attenti e policentrici studi che hanno escluso alcune di esse perché non realmente valide ed in qualche caso anche nocive.


Pertanto facciamo di seguito un breve elenco delle metodologie che riscuotono “credibilità “da parte del mondo scientifico:
- Radiofrequenza bipolare e monopolare
- Laser Co2 ultrapulsato e Fraxato
- Laser Nd Yag ad impulso lungo
- IPL o luce Pulsata
- Dye Laser
- PDT o Fotodinamica

La selezione dei pazienti candidabili al cosiddetto ”skinresurfacing non ablativo” (cioe’senza lesione dell’epidermide), è basata sulla valutazione del grado di invecchiamento, sia perciò che riguarda il fotodanneggiamento che quello cronologico che spesso sono sovrapponibili, ma non sempre.
Proprio per tale sostanziale differenza che “non” è scontato il tipo di trattamento che sarà sempre deciso dal medico che deve porre la diagnosi sia sul tipo che sul grado di invecchiamento.


Esistono già delle scale di valutazione che sono fra le “armi professionali” del Medico Estetico Esperto in Laserterapia o perlomeno in Fototerapie Laser. Per fare un esempio comprensibile si può dire che un trattamento non ablativo, che possa essere effettuato con un laser di superficie o con una luce pulsata, può fornire un risultato apprezzabile in un caso rappresentato da una paziente fra i 35 e 45 anni con segni moderati di fotodanneggiamento, III grado secondo la classificazione di Glogau (che prevede sei gradi gravità).

Laddove si decida una terapia laser per un caso che venisse classificato al IV e V grado Glogau il tipo di trattamento idoneo dovrà essere più invasivo e quindi un Laser Co2 ultrapulsato Fraxato che grazie alle sue elevate energie in tempi brevissimi ed in microunità ravvicinate, può dare esiti più apprezzabili ma con un recupero più lento.

Ma non è cosi semplicisticamente catalogabile un trattamento laser che finalizzi al fotoringiovanimento, poiché un’altra variabile nella scelta terapeutica è il colore della pelle.
Così i fotipi alti (scuri), che nella classificazione di Fritzpatrick vengono definiti III-IV ed oltre sono candidati alle fonti luminose che non interferiscano con la melanina e pertanto in queste condizioni sarebbero opportune terapie come l’infrarosso con punte di emissione termica fra 1320 e 1540 nm, salvaguardando la cute che non subirà lesioni esterne, ma sarà sufficientemente stimolata a livello del derma che formerà nuovo collagene conferendo un aspetto finale più giovanile.
 

Una vera conquista fra i dispositivi laser è venuta fuori per le cosiddette lesioni vascolari del viso, così le fastidiose telengiectasie, più note in gergo, capillari rossi del viso o couperose, possono trovare giovamento dal trattamento laser con un sistema specifico detto 532nm o 1064 nm ad impulso lungo con raffreddamento esterno.

Le macchie scure del viso, altro inestetismo assai frequente che si vede in clinica estetica. Fatta salva la causa che va indagata, il laser Nd-Yag o le Luci Pulsate o il Laser ad Alessandrite possono essere impiegati per ridare “pulizia” al viso, restando sempre condizionati dal fototipo secondo Fritzparick e dalla causa scatenante.
E’ obbligatorio che si sappia da parte del paziente che sottoporsi a tali trattamenti significa anche adeguarsi a stili di vita congrui ed idonei e che la Cosmesi Funzionale e la Fotoprotezione sono da portare avanti in modo consensuale ai trattamenti estremi con le luci laser.


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Esempio_Laser_CO2_frazionato_nel_ringiovanimento_del_viso

Dr. Ettore Damiani

Il Dr. Ettore Damiani medico chirurgo da circa un trentennio svolge la sua attività professionale in campo medico-chirurgico, avendo maturato la sua esperienza formativa nei vari indirizzi della chirurgia generale d'urgenza presso la Clinica Chirurgica III di Palermo, affinando la materia medica con gli studi di medicina cosiddetta non convenzionale presso la Scuola Tedesca di Medicina Omeopatica ed Omotossicologica di Recheweg. Ha svolto per oltre vent'anni la sua attività di chirurgo generale e di urgenza presso alcune strutture ospedaliere della città di Palermo e della ... Leggi di più