Microscopia Laser Confocale

Per l'analisi della cute, la metodica classica istologica prevede una metodica invasiva e altamente fastidiosa. Essa si basa su un prelievo bioptico, ovvero una rimozione di parte della cute stessa, e di un trattamento chimico-fisico che permette l'analisi della cute stessa al microscopio ottico a una risoluzione citologica. La tecnica della microscopia laser confocale prevede invece un'analisi non invasiva e assolutamente non fastidiosa o dannosa per il paziente. Essa permette di visualizzare le strutture cutanee a uan risoluzione istologica, ma orientata su un piano di sezione orizzontale anziché verticale. Ha il vantaggio di essere più obiettiva, in quanto non prevede manipolazione della cute stessa con tecniche fisiche, le quali possono generare artefatti, come nella metodica classica, la quale è comunque attualmente utilizzata in maniera esclusiva nel trattamento di determinate patologie e in determinati tipi di analisi cutanee.

Gli elementi che costituiscono la cute comprendono: l'epidermide, ovvero un epitelio pavimentoso stratificato, il derma, cioè un tessuto connettivale ricco di vasi e terminazioni nervose, e l'ipoderma, un tessuto adiposo organizzato in lobuli. Nel derma e dell'ipoderma trovano origine gli annessi cutanei, ovvero l'apparato pilo-sebaceo e le ghiandole sudoripare eccrine.

 Nella microscopia confocale una sorgente luminosa colpisce un punto all'interno del tessuto e la luce riflessa, dopo avere attraversato una lente con funzione di condensatore e di obiettivo viene direzionata all'interno di un visore. La tecnologia attuale permette di lavorare con lunghezze d'onda di 830 nanometri, con una risoluzione laterale di 0,5-1 micrometri e una risoluzione verticale di 1-2 micrometri, simile alla risoluzione dell'istologia convenzionale. La potenza usata è di 15 microWatt, perciò molto bassa e non causa danni. Tutta la tecnologia si basa sul fenomeno della riflettanza della luce, che produce immagini a differenti livelli di contrasto, grazie all'indice di rifrazione delle diverse strutture cutanee. La fonte delal riflettanza, nella fattispecie, sono la melanina libera o contenuta in cellule, e gli organuli cellulari. La tecnica della microscopia confocale permette analisi fino a 200 micrometri di profondità, quindi include l'epidemide e il derma superficiale. Esclude però il derma profondo, almeno con le tecniche attuali. Per analisi di strutture come i bulbi piliferi si ci deve rivolgere alla tecnica istologica classica.

Negli ultimi anni la letteratura sulla microscopia confocale è in fase di espansione costante. I campi di applicazione di tale metodica sono vari, tra i quali lo studio degli aspetti fisiologici e patologici della cute, incluse lesioni infiammatorie e melanocitarie, analisi e studio dei cheratinociti, dello spessore degli strati cutanei e della densità dei casi perfusi a una determinata profondità, e l'analisi del diametro e numero delle anse capillari.

Dr. Ettore Damiani

Il Dr. Ettore Damiani medico chirurgo da circa un trentennio svolge la sua attività professionale in campo medico-chirurgico, avendo maturato la sua esperienza formativa nei vari indirizzi della chirurgia generale d'urgenza presso la Clinica Chirurgica III di Palermo, affinando la materia medica con gli studi di medicina cosiddetta non convenzionale presso la Scuola Tedesca di Medicina Omeopatica ed Omotossicologica di Recheweg. Ha svolto per oltre vent'anni la sua attività di chirurgo generale e di urgenza presso alcune strutture ospedaliere della città di Palermo e della ... Leggi di più