Luci pulsate (IPL)

Skin Resurfacing (Foto Ringiovanimento) - Skin resurfacing non ablativo

Il fotodanneggiamento della pelle comporta assieme all’allungamento della vita di relazione, una ricerca continua che sia dal punto di vista biochimico - farmacologico che dal punto di vista tecnologico, sta progredendo sempre più con la conquista di dispositivi che assicurano risultati obiettivabili e con soddisfacente complicanze dei pazienti che si sottopongono a tali trattamenti.

Nel grande caos dei dispositivi laser si devono sottolineare alcuni di essi solo per creare un consenso da parte dei lettori e probabili pazienti. Un rapido elenco che fornisca l’essenziale sui laser può essere il seguente:
- 1064 nd yag ad impulso lungo
- 1064-KTP o noto come 532
- q-swicted
- diodo a 1450
- erbium:glass 1540
- infrarosso 1340

Questi sono senza alcun dubbio le fonti laser che nelle ricerche biofisiche ed in bio-ingegneria hanno portato alla divulgazione delle terapie LASER alla fine degli anni 90 dello scorso secolo.

Nell’immaginario collettivo si è imposto ormai il senso comune del bellessere e per ottenerlo si è sempre più voluto offrire metodiche cosiddette soft ed in questo concetto si è letteralmente esploso su stesso il mondo delle tecnologie che hanno invaso i media di nuovi Marchi internazionali che ha superato la richiesta stessa da parte dell’utenza.

In questo mondo che va veloce, l’invecchiamento della cute reclama più che mai il ricorso alle correzioni e, perché no, agli “abbellimenti” dei tratti somatici o di ciò che sarebbe più corretto definire “Inestetismi”.

Le attuali metodologie sono state accettate dall’organo supremo mondiale e cioè l’OMS ovverossia “Organizzazione Mondiale della Sanità”, che attraverso l’altro organo mondiale di controllo dei farmaci e dei dispositivi medici,  cioè l’FDA sono state convalidate da attenti e policentrici studi che hanno escluso alcune di esse perché non realmente valide ed in qualche caso anche nocive.

Pertanto facciamo di seguito un breve elenco delle metodologie che riscuotono “credibilità “da parte del mondo scientifico:
- Radiofrequenza bipolare e monopolare
- Laser Co2 ultrapulsato e Fraxato
- Laser Nd Yag ad impulso lungo
- IPL o luce Pulsata
- Dye Laser
- PDT o Fotodinamica

La selezione dei pazienti candidabili al cosiddetto ”skinresurfacing non ablativo” (cioe’senza lesione dell’epidermide), è basata sulla valutazione del grado di invecchiamento, sia perciò che riguarda il fotodanneggiamento che quello cronologico che spesso sono sovrapponibili, ma non sempre.
Proprio per tale sostanziale differenza che “non” è scontato il tipo di trattamento che sarà sempre deciso dal medico che deve porre la diagnosi sia sul tipo che sul grado di invecchiamento.

Esistono già delle scale di valutazione che sono fra le “armi professionali” del Medico Estetico Esperto in Laserterapia o perlomeno in Fototerapie Laser. Per fare un esempio comprensibile si può dire che un trattamento non ablativo, che possa essere effettuato con un laser di superficie o con una luce pulsata, può fornire un risultato apprezzabile in un caso rappresentato da una paziente fra i 35 e 45 anni con segni moderati di fotodanneggiamento, III grado secondo la classificazione di Glogau (che prevede sei gradi gravità).

Laddove si decida una terapia laser per un caso che venisse classificato al IV e V grado Glogau il tipo di trattamento idoneo dovrà essere più invasivo e quindi un Laser Co2 ultrapulsato Fraxato che grazie alle sue elevate energie in tempi brevissimi ed in microunità ravvicinate, può dare esiti più apprezzabili ma con un recupero più lento.

Ma non è cosi semplicisticamente catalogabile un trattamento laser che finalizzi al fotoringiovanimento, poiché un’altra variabile nella scelta terapeutica è il colore della pelle.
Così i fotipi alti (scuri), che nella classificazione di Fritzpatrick vengono definiti III-IV ed oltre sono candidati alle fonti luminose che non interferiscano con la melanina e pertanto in queste condizioni sarebbero opportune terapie come l’infrarosso con punte di emissione termica fra 1320 e 1540 nm, salvaguardando la cute che non subirà lesioni esterne, ma sarà sufficientemente stimolata a livello del derma che formerà nuovo collagene conferendo un aspetto finale più giovanile.
 
Una vera conquista fra i dispositivi laser è venuta fuori per le cosiddette lesioni vascolari del viso, così le fastidiose telengiectasie, più note in gergo, capillari rossi del viso o couperose, possono trovare giovamento dal trattamento laser con un sistema specifico detto 532nm o 1064 nm ad impulso lungo con raffreddamento esterno.

Le macchie scure del viso, altro inestetismo assai frequente che si vede in clinica estetica. Fatta salva la causa che va indagata, il laser Nd-Yag o le Luci Pulsate o il Laser ad Alessandrite possono essere impiegati per ridare “pulizia” al viso, restando sempre condizionati dal fototipo secondo Fritzparick e dalla causa scatenante.
E’ obbligatorio che si sappia da parte del paziente che sottoporsi a tali trattamenti significa anche adeguarsi a stili di vita congrui ed idonei e che la Cosmesi Funzionale e la Fotoprotezione sono da portare avanti in modo consensuale ai trattamenti estremi con le luci laser.

Dr. Ettore Damiani

Il Dr. Ettore Damiani medico chirurgo da circa un trentennio svolge la sua attività professionale in campo medico-chirurgico, avendo maturato la sua esperienza formativa nei vari indirizzi della chirurgia generale d'urgenza presso la Clinica Chirurgica III di Palermo, affinando la materia medica con gli studi di medicina cosiddetta non convenzionale presso la Scuola Tedesca di Medicina Omeopatica ed Omotossicologica di Recheweg. Ha svolto per oltre vent'anni la sua attività di chirurgo generale e di urgenza presso alcune strutture ospedaliere della città di Palermo e della ... Leggi di più